Il sasso più grande delle Alpi Cozie ci attende. Il più visibile, il più desiderato e il più indescrivibile.
Il Monviso è speciale per tre motivi: l’isolamento, la sua forma e la sua visibilità. Nessun’altra montagna delle Alpi può vantare un profilo così definito, abbinato ad una visibilità così ampia e ad un isolamento imperioso.
Per noi piemontesi è un simbolo, un logo di appartenenza ed una presenza famigliare. Ci accompagna nella vita di tutti i giorni, ci segue negli spostamenti, ci saluta dai tetti delle case. Per gli alpinisti è una vetta da conquistare almeno una volta nella vita, un sogno da realizzare. Vedere il Monviso ci calma, ci rassicura, ci rende semplicemente felici, infonde in tutti noi un piacevole brivido di libertà, un sogno di fuga.

Eccoci allora al nostro “rito di iniziazione”…

Mercoledì 16 agosto, ore 4.30.

Suona la sveglia al Quintino Sella, pochi  minuti per svegliarsi e per prepararsi a quella che sarà la giornata tanto attesa per tutta l’estate.

Usciamo fuori dal rifugio, il cielo è pieno di stelle, respiro profondamente e vedo il fumo uscire, sono pronto ad affrontare l’impresa della giornata: scalare il Re di Pietra!

Partiamo verso le ore 5 con il buio, la torcia frontale accesa e ci dirigiamo verso le catene delle Sagnette, sarà il primo tratto impegnativo della giornata, abbastanza verticale… Teniamo un buon ritmo proseguendo veloci ed alle prime luci dell’alba arriviamo al Passo delle Sagnette. Uno spettacolo della natura! Il sole fa capolino sopra ad un mare di nuvole, sotto di noi in pianura si scorge un temporale.

Sasso dopo sasso iniziamo ad assaporare il gusto della vetta e immaginiamo il momento in cui toccheremo la Croc

I compagni di cordata
I compagni di cordata
In vetta
In vetta
Le cordate
passo delle sagnette
Passo delle Sagnette
Enrico all'alba
Enrico all'alba
L'alba alle Sagnette
L'alba alle Sagnette

Dopo 5 ore di cammino arriviamo al canale Calcinere, dove la Cresta Est si congiunge alla nostra via, la cosiddetta Via Normale… un ultimo sforzo, gli ultimi istanti prima di arrivare in Vetta.

Alla vista della croce un’emozione unica ci pervade, si sente un urlo liberatorio e la fatica si trasforma in soddisfazione! Il Re è stato scalato!

Ci stringiamo la mano facendoci i complimenti per l’impresa. Soddisfatti, ci regaliamo qualche istante di relax ammirando il panorama intorno a noi ed immortaliamo il momento.

Dopo un panino è il momento di scendere, prima che arrivi il temporale previsto per il pomeriggio. Ma come si sa, la montagna cambia umore in un niente… Nel bel mezzo della discesa ecco che inizia a grandinare, ma non desistiamo e continuiamo la nostra discesa. Al termine di 5 estenuanti ore arriviamo al rifugio Quintino Sella. Abbiamo completato la nostra ascesa. Siamo sicuri  che non lo toglieremo più dalla nostra vita, anzi lo cercheremo sempre con lo sguardo, il Nostro Re.